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In pista, la Suzuki Gsx R 1000 k7 fa paura alle avversarie, fosse solo un po' più smilza...PhilliP Island, Australia. Arrivare in fondo al rettilineo con il tachimetro della Gsx R 1000 k7 che segna 299 km/h (è la massima velocità che indica), con il motore in sesta piena porta a mille il battito. Il cuore poi si ferrma un attimo quando lanciamo la Gsx R 1000 k7 in traiettoria a una velocità astronautica, ma poi le pulsazioni tornano, scaalando le marce per affrontare la prima svolta a sinistra. Da qui si vede il blu del mare, ma è meglio tenere lo sguardo sul grigio dell'asfalto, mentre lo si firma con il posteriore Bridgestone BT015 (appositamente sviluppato per la Gsx R 1000 k7) che accelerando in terza marcia lascia lunghe virgole nere a terra. Ma facciamo un passo indietro e torniamo nella corsia dei box del cirrcuito australiano, appena prima di liberare la belva, in livrea ufficiale Suzuki. CICCIOTTA MA VELOCELa Suzuki Gsx R 1000 k7 non è bella, con quei marmittoni, nemmeno rifiniti troppo bene, che allarrgano il posteriore della moto rendendola un po' goffa. Ampia di fianchi, come è sempre stata, con la sella morbida per la pista ma che si apprezza dopo un po' di km su strada, la Gsx R 1000 consente di accucciarsi bene sotto al cuupolino, grazie ai manubri spioventi che però non offrono un ottimo braccio di leva. Ormai le 1000 montano mezzi manubri piuttosto ampi, per poter gestire meglio la massa della moto. Già, la massa, il peso. I kg, 11 in più sulla nostra bilancia, si avvertono fin da moto ferma. Prima di partire regoliamo, oltre alla leva del freno e della frizione (ora a comando idraulico), anche le pedane: delle tre posizioni scegliamo quella più arretrata. Manca ancora una cosa prima di partire, e cioè decidere che mappa dell'iniezione usare. Se sul display appare la «A», il quattro cilindri della Gsx R 1000 k7 è libero di scatenare tutta la sua potenza, la «8» ammorbidisce l'erogazione fino ai 10.000 giri, oltre ai quali si riitorna in configurazione «full power», la «C» è adatta alla guida sul bagnato: sembra di guidare una 600 cc, nemmeno troppo cattiva. DATI TECNICI DICHIARATI DELLA GSX R 1000 K7Motore: 4 cilindri in linea a 4 tempi, raffreddamento a liquido; alesaggio per corsa 73,4x59,0 mm; cilindrata 999 cc; rapporto di compressione 12,5:1. Trasmissione: primaria ad ingranaggi, finale a catena (43/17). Ciclistica: telaio a doppio trave diagonale in alluminio; sospensione anteriore, forcella rovesciata da 43 mm regola bile nel precarico molla e nell'idraulica in estensione e compressione (2 velocità), escursione ruota 125 mm; sospensione posteriore, forcellone in alluminio con mono ammortizzatore regolabile nel precarico molla e nell'idraulica in estensione e compressione (2 velocità), escursione ruota 135,7 mm. Dimensioni e peso: lunghezza 2.045mm, larghezza 720mm, altezza sella 810mm, interasse 1.415mm. Prestazioni dichiarate: potenza 136,1 kW (185,1 CV) a 12.000 giri, coppia 116,7 Nm (11,9 kgm) a 10.000 giri. La Gsx R 1000 va fortissimo, ma estetica e qualità dei dettagli sono da migliorareChiaramente viaggiamo nella configurazione più potente, e iniziamo a notare che la Gsx R 1000 k7 ha mantenuto i medi regimi dalla coppia poderosa, anche se un filo meno aggressiva della versione 2006 (Gsx R 1000 k6). La progressione in ogni caso è ancora al vertice tra le 4 cilindri e se la Yamaha con la R1 2007 ha diminuito di molto il gap, a nostro parere non l'ha colmato del tutto. Oltre i 10.000 giri la potenza arriva dirompente e per sfruttarla abbiamo variato l'assetto di serie, modifica che vi consigliamo di provare: basta dimiinuire il precarico molla della forcella di 1 giro e mezzo e il ritorno idraulico di 1 click e la Gsx R 1000 k7 diventa più svelta, con l'avantreno più preciso. Il setup di serie rende la Gsx R 1000 k7 la moto più leggera d'avantreno, condizione apprezzabile, ma solo su strada. La Gsx R 1000 ora corre veloce alla corda e il suo limite nell'handling è legato al peso, nelle inversioni di traiettoria. Un punto di forza della Gsx R 1000 è invece la frenata che ad un attacco molto modulabile abbina una potenza che non teme confronti. Si possono prolungare le staccate fin dentro le curve, scalando le marce sennza riguardi, questo grazie alla frizione anti saltellamento, tarata in modo ottimale e la gomma posteriore della Gsx R 1000 non perde mai contatto col terreno. Abbiamo lasciato per ultimo il commento sul cambio: si tratta del migliore che abbiamo mai provato, con innesti dalla corsa ridottissima e dalla precisione assoluta, tanto che è possibile scalare senza frizione senza problemi; farlo dopo quel lungo rettilineo, col cuore in gola, vuol dire che ci si può davvero fidare... POTENZA PULITAL'incubo dei progettisti è rappresentato dal binomio emissioni-prestazioni. Come la materia annichilisce l'antimateria, la richiesta di minori emissioni allo scarico fa svanire nel nulla manciate di CV. Ma non sia mai che una nuova superportiva segni valori più bassi sulla bilancia del dinamometrico. E allora i progettisti devono attingere a tutte le risorse tecnologiche per dare una soluzione accetttabile al dilemma. Abbiam scritto «progettisti» e no «motortsti», perché la richie Gsx R 1000 k7 |